TRATTAMENTI EFFICIENTI E PROFESSIONALI
Ortodonzia del bambino
Ortodonzia nel piccolo bambino
Sebbene sia possibile migliorare la situazione occlusale e il sorriso a qualsiasi età, esiste un periodo ottimale per effettuare il trattamento ortodontico. Infatti l’inizio della terapia nel momento più corretto assicura un risultato migliore, nel minor tempo possibile e con minore spesa economica.
L’AAO (American Association of Orthodontists) raccomanda una valutazione ortodontica iniziale al primo segno di problematica occlusale e comunque non oltre i 6-7 anni. In realtà esistono alcune malocclusioni gravi che devono essere trattate molto precocemente (a volte a 4-5 anni). In altri casi la terapia ortodontica può non essere necessaria così presto, ma un esame attento e vigile della situazione occlusale e scheletrica cranio-facciale può spesso prevenire e intercettare lo sviluppo dii difetti gravi.
Attraverso lo screening precoce di eventuali problematiche dentali e di crescita scheletrica cranio-facciale aumenta la possibilità di effettuare trattamenti ortodontici efficienti ed efficaci. Un intervento precoce riesce a modificare favorevolmente lo sviluppo e la crescita ossea e muscolare, prevenendo l’insorgenza di problemi gravi in età adulta.
I maggiori vantaggi legati al trattamento intercettivo sono rappresentati da:
– creazione di spazio per i denti affollati e i denti in eruzione;
– modifica della crescita cranio-facciale, correggendo un eventuale sviluppo di asimmetria facciale, riducendo il rischio di trauma a carico dei denti anteriori se troppo inclinati all’infuori (“a coniglietto”), migliorando il profilo della faccia in caso di crescita in difetto o in eccesso della mandibola;
– mantenimento dello spazio per i denti permanenti non ancora erotti in arcata;
– riduzione della necessità di dover ricorrere a estrazioni di denti permanenti per ottenere una buona occlusione e un buon sorriso;
– riduzione della durata della II fase terapeutica (con brackets fissi applicati a tutta la dentatura, o con allineatori)
È importante sapere che un trattamento ortodontico non serve solo a migliorare l’estetica del sorriso. Infatti le malocclusioni sono il risultato di un disallineamento dei denti e/o dello scheletro mascellare che influenza inevitabilmente il sorriso, la masticazione, la facilità di pulizia dei denti e gengive, e, in alcuni casi, anche il linguaggio e il benessere muscolare e articolare delle articolazioni temporo-mandibolari (ATM).
In accordo con i dati forniti dalla Letteratura scientifica internazionale, le malocclusioni non trattate purtroppo possono determinare l’insorgenza di numerose problematiche orali.
Alcuni esempi:
-L’ affollamento dei denti rende più difficili le manovre quotidiane di igiene orale con spazzolino e filo interdentale, facilitando quindi lo sviluppo di carie dentali e/o di problemi gengivali/parodontali.
-I denti proinclinati (“a coniglietto”) sono più a rischio di traumatismi durante il gioco, lo sport, le cadute accidentali.
-I morsi incrociati, specie se monolaterali, possono provocare crescita sfavorevole, con asimmetria mandibolare e abrasioni dentarie gravi.
-I morsi aperti sono legati a problemi di deglutizione scorretta e a problemi di pronuncia, di fonazione.
-Le condizioni cliniche in cui la mandibola si presenta molto arretrata possono essere associate a difficoltà respiratorie durante il sonno, con apnee e russamento.
Quindi, l’ortodonzia non migliora soltanto l’estetica del sorriso, ma ripristina uno stato di salute orale che è di importanza fondamentale per il benessere dell’individuo.
Ortodonzia fissa con brackets
Serve a correggere il disallineamento dentale, per spostare i denti nella posizione corretta.
E’ un’apparecchiatura fissa che consente al clinico di trasmettere le forze ai singoli denti, con una gestione precisa della loro posizione e dei loro movimenti. E’ costituita da 3 componenti: brackets, archi e legature.
I brackets, posizionati a livello della corona dei denti, costituiscono la parte statica dell’apparecchiatura; variano in forma, dimensione e materiale di composizione (metallici, estetici in ceramica, policarbonato, ecc.).
Gli archi costituiscono le strutture flessibili dell’apparecchio. Sono componenti meccaniche rimovibili che esercitano forze attive sugli elementi dentali alloggiati negli slot dei brackets.
Le legature permettono all’arco di lavorare nello slot dei brackets, evitandone una sua fuoriuscita. Ne esistono di 3 tipi: legature elastiche (disponibili in tanti colori differenti, ma anche bianche e trasparenti), metalliche (più robuste), self-ligating.
I brackets self-ligating possiedono un piccolo sportello con cui si può aprire e chiudere lo slot, con il vantaggio di generare bassa frizione. Nelle prime fasi di trattamento tale caratteristica si rivela molto importante per rendere alcuni movimenti più rapidi ed efficienti. A seconda che i brackets siano incollati sulla superficie vestibolare (esterna) del dente oppure sulla loro superficie linguale (interna), si chiamano rispettivamente brackets vestibolari e brackets linguali.
Brackets vestibolari
Sono posizionati sulla superficie esterna (vestibolare) della corona dei denti. Variano in forma, dimensione e materiale di composizione (metallici, estetici in ceramica, policarbonato, ecc.). Grazie alla amplissima diffusione dei trattamenti ortodontici tra la popolazione giovanile e non, oggi l’apparecchio fisso vestibolare non rappresenta più, come in passato, un elemento di potenziale disagio sociale. L’atteggiamento sempre più positivo ed entusiasta dei pazienti è una conferma dell’avvenuta accettazione sociale di tali apparecchiature. Attualmente si tende persino a valorizzare i propri brackets vestibolari, ad esempio, mediante l’impiego di legature e/o catenelle elastiche colorate o addirittura fluorescenti.
- Basso discomfort anche nelle prime fasi del trattamento a causa della loro posizione sulla superficie esterna delle corone dentali (la lingua non può essere ferita)
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No alterazioni della fonazione (dal momento che non cambiano la superficie di contatto tra la lingua e i denti)
- Visibilità (però molti teenagers gradiscono questo aspetto)
- Rischio di decalcificazioni sulla superficie vestibolare dei denti (se si trascurano le corrette manovre di igiene orale).
Brackets linguali
L’ortodonzia linguale è una tecnica completamente invisibile (i brackets vengono applicati sulla superficie linguale dei denti). Attualmente i brackets linguali hanno dimensioni molto ridotte e pertanto sono confortevoli; possono essere standardizzati oppure progettati e realizzati su misura per ogni singolo dente dello specifico paziente, offrendo così praticità di utilizzo per l’operatore e disagio minimo per il paziente. La tecnica linguale è sicuramente più complessa rispetto alla vestibolare standard, ma può trattare con assoluto successo ogni tipo di malocclusione, dal caso più semplice a quello chirurgico più complesso.
- Completa invisibilità
- No rischio di decalcificazioni sulla superficie vestibolare dei denti (perché qui le manovre di igiene orale sono più facili e non complicate dall’apparecchio)
- Miglioramenti della situazione occlusale apprezzabili giorno per giorno senza compromessi estetici per il sorriso.
-
Maggior discomfort nelle prime fasi del trattamento a causa del contatto tra lingua e brackets
- Eventuali alterazioni lievi della fonazione (S e SC), che però si risolvono molto presto spontaneamente
Ortodonzia mobile con aligners
Gli aligners (allineatori) sono mascherine individualizzate, trasparenti e rimovibili (da cambiare ogni 7-15 giorni) in grado di determinare i movimenti dentali sequenziali pianificati tramite software di ultima generazione. E’ necessario che vengano indossati sempre, ad eccezione dei pasti e del tempo dedicato all’igiene orale (22/24 ore).
- Apparecchio quasi invisibile (nessuno si accorgerà che si stanno riallineando i denti)
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Manovre di igiene orali molto facilitate
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No limitazioni e attenzioni particolari durante i pasti per evitare il distacco di brackets fissi
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Alto comfort (no rischio che fili o altre parti metalliche determinino abrasioni all’interno della bocca durante il trattamento)
- No variazioni del linguaggio.
- Necessaria collaborazione del paziente.
Contenzione
Alla fine della terapia ortodontica attiva, finalmente i denti sono allineati e il sorriso è perfetto e smagliante. In realtà, dopo la rimozione dell’apparecchio, il percorso terapeutico non è ancora terminato: infatti è fondamentale continuare la cura con un periodo di contenzione per mantenere inalterati i risultati ottenuti dopo lunghe e fastidiose terapie.
E’ una fase di stabilizzazione che si effettua con apparecchi chiamati appunto ‘di contenzione’, necessaria per un periodo di almeno 2-3 anni dopo il termine dello spostamento dentale, per mantenere il risultato ottenuto.
Esistono vari tipi di sistemi di contenzione, suddivisibili schematicamente in 3 gruppi:
-Filo metallico (splintaggio), incollato alla superficie interna dei denti. Ha il vantaggio di essere invisibile, ma comporta difficoltà maggiori nella pulizia quotidiana dei denti e può staccarsi in uno o più punti, nel corso del tempo, per l’azione delle forze masticatorie.
-Apparecchi rimovibili in resina. Mostrano lo svantaggio di essere dipendenti dalla collaborazione del paziente (anche se di solito devono essere indossati solo durante le ore notturne). Hanno però il vantaggio di consentire manovre di igiene orali semplici e di non rompersi o staccarsi durante la masticazione (non essendo presenti).
-Mascherine trasparenti. Sono costruite in materiale termoplastico che copre la superficie masticatoria dei denti e la loro faccia vestibolare e linguale, impedendone i movimenti indesiderati. Sono molto confortevoli perché poco ingombranti e rimovibili, però si possono rompere o usurare, soprattutto se il paziente bruxa o serra con forza i denti durante il sonno.
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